Brovada e Muset

Ingredienti:
600 g di rape, brodo di carne di maiale, 2 piccoli cotechini (muset), 60 g di strutto o di olio extravergine d’oliva, 2 spicchi d’aglio, pancetta (eventuale), una foglia di alloro, sale e pepe.

Preparazione:
Ponete sul fuoco una pentola di acqua fredda, immergetevi i muset e la foglia di alloro. Fate cuocere a fuoco basso per circa 1h, poi levateli dal fuoco e metteteli da parte. Lavate accuratamente le rape poste in precedenza nella vinaccia quindi tagliatele a listarelle Tritate la pancetta e la cipolla, mettete il tutto a rosolare in un tegame piuttosto capiente, unite la brovada e salatela leggermente. Fate cuocere per un paio di ore, aggiungendo brodo di carne poco alla volta. Se desiderate che la preparazione risulti più densa unite un cucchiaio di farina bianca. Tagliate i muset a fette abbastanza spesse, quindi accomodate la brovada su un piatto di portata preriscaldato. Appoggiate sulle rape le fette di muset ben calde e servite. Il piacevole sapore di questa preparazione è conferito dalle percettibili e persistenti sensazioni gusto-olfattive, tendenza dolce e acidula.

Frico croccante e di formaggio

Ingredienti:
Formaggio stagionato e magro, cipolla (eventuale), burro, sale e pepe (eventuale).

Preparazione:
Mettere in una padella il burro e la cipolla tagliata a fette sottili. Far rosolare per qualche istante mescolando di continuo badando di non fare colorare la cipolla. Quando risulta morbida aggiungere il formaggio precedentemente tagliato a fette sottili, un pizzico di sale e di pepe. Cuocere lentamente fino al completo scioglimento del formaggio quindi voltare la frittata e cuocere bene anche l'altro lato. A fine cottura adagiare per qualche istante il frico su di un piatto ricoperto di carta assorbente e successivamente servire.

Frico di patate

Ingredienti:
400 g di patate, 200 g di formaggio fresco e 200 g di formaggio stagionato, sale, olio e pepe.

Preparazione:
Sbucciare e tagliere le patate in piccoli pezzi; farle cuocere in una padella antiaderente con dell’olio fino a che con si siano ammorbidite. Unire il formaggio tagliato a cubetti lasciandolo amalgamare alle patate, aggiungere sale e pepe quanto basta. Rosolare molto bene il frico da ambedue le parti fino ad ottenere una crosta dorata e croccante e servire caldo accompagnato da polenta.

Curiosità:
Tra i formaggi più utilizzati per il frico non manca mai il tradizionale Montasio che, in padella, si amalgama fino a formare una morbidissima delizia. Il frico è caratterizzato da un deciso sapore con tendenza dolce. In alcune versioni, viene fatta soffriggere nell’olio anche un po’ di cipolla.

Frittata alle erbe

Ingredienti:
6 uova, pepe, olio d’oliva, verdure assortite bietole, spinaci, porri, cipolla, basilico, salvia e sale.

Preparazione:
Mondare e lavare tutte le verdure, poi lessarle (escluso il basilico e la salvia). A cottura ultimata scolarle, strizzarle molto affinché rimangano ben asciutte e tagliuzzarle. Porre sul fuoco la padella dei fritti con un poco di olio e quando sarà ben caldo mettervi le verdure, unire foglie di basilico e di salvia; mescolare e lasciare insaporire a fuoco moderato. Sbattere in una terrina le uova, salarle, peparle e amalgamarvi le verdure rosolate. Porre di nuovo sul fuoco la padella dei fritti con poco olio, quando sarà bollente versarvi il composto e cuocerlo bene nella parte sottostante; servendosi di un largo piatto rivoltare la frittata e cuocerla anche dall’altra parte. Può essere servita sia calda che fredda.

Polenta Nereta (concia)

Ingredienti:
500 gr di farina gialla, 80 gr di burro, formaggio grattugiato stagionato e fresco, pancetta, poco latte e sale.

Preparazione:
Porre a fuoco circa due litri d'acqua salata e appena alzerà il bollore versarvi la farina gialla mescolando bene e badando di non far grumi.
 Lasciarla cuocere per 50 minuti senza mai smettere di mescolare.
Quando la polenta sarà pronta ( media/dura) versarla sul tagliere e dopo averla lasciata riposare per qualche minuto.
Fare uno strato sul fondo di una zuppiera con cucchiaiate di polenta che formino degli gnocchi, spolverizzarlo di formaggio stagionato e fresco, aggiungere qualche pezzo di pancetta precedentemente rosolata, bagnare con qualche cucchiaio di latte tiepido salato e poco burro fuso.
Iniziare un nuovo strato con polenta, formaggio, pancetta etc., continuando così fino all’altezza desiderata badando a che ogni strato successivo sia più piccolo del precedente sì da formare una sorta di collinetta. Finire il tutto con un ultimo strato di burro. Lasciare riposare per qualche minuto e quindi servire.

Curiosità:
Oltre ad essere offerta ad amici o parenti che venivano ad aiutare alla raccolta del fieno era tradizione prepararla in occasione della Vigilia di Natale, l’ultimo dell’anno e all’epifania. La Polenta Nereta va servita su di un unico piatto al centro del tavolo al quale tutti possono attingere liberamente. Si inizia a mangiare dall'esterno onde evitare bacchettate sulle mani dai più anziani: ovviamente la parte migliore è la sommità della collinetta!!

La Posganza di Paola

Ingredienti:
5/6 patate medio grandi, acqua quanto basta, mezzo litro di latte, farina per polenta (un pugnetto), 200 gr di burro.

Preparazione:
In una padella con acqua abbondante far cuocere le patate, a fine cottura passare il tutto con il frullatore ad immersione. Aggiungere il latte e continuare la cottura. Nel frattempo, a parte, far tostare la farina nel burro sciolto, poi pian piano versare il tutto nella pentola e continuare la cottura fino ad ottenere un composto cremoso.

Ticiovo Mocenje

Ingredienti:
Salsicce o salame, burro soffritto, farina, latte o panna, sale e pepe. Generalmente accompagnato da polenta.

Preparazione:
Il Ticiovo Mocenje era il piatto della domenica o della giornata di festa quando veniva ammazzato il maiale. Si mette in una padella a rosolare lentamente la salsiccia, una volta cotta la si toglie. Nel sugo rimasto (tolto il grasso in eccesso) si stempera qualche cucchiaio di farina bianca e si aggiunge il latte continuando a mescolare lentamente affinché non si formino grumi…assaggiare e se necessario aggiustare di sale. Una volta creata questa crema si rimette la salsiccia nella padella e la lascia cucinare ancora un po’ lentamente. Il piatto va servito accompagnato alla polenta.

Pinza antica povera di Franca

Ingredienti:
La ricetta originaria prevedeva semplicemente Farina di Mais, sale ed acqua…Oggi la Franca per una ricetta più attuale e gustosa aggiunge vari ingredienti tra cui Yogurt, latte, un cucchiaio di zucchero, un po’ di panna olio e lievito pane degli angeli (se vuole farla alzare).

Preparazione:
il tutto cotto dentro lo spolert , facendo spazio tra la cenere si appoggiava sulla base di mattoni con foglie di uva, si metteva al coperto con una bacinella di alluminio per poi ricoprire il tutto con braci e cenere. La Maria Filippig raccontava che sua madre durante la 1 Guerra Mondiale portava nelle trincee del Matajur la Pinza per i poveri soldati.

Pinza povera di Margherita

Ingredienti:
Panna Fresca (non da cucina) un po' dolciastra, Farina gialla di polenta, un po' di sale e zucchero senza che uno sovrasti l’altro.

Preparazione:
in una vaschetta con un cucchiaio amalgamarla bene affinché diventi morbida ma compatta. Dargli una forma a zuccotto e cucinarla ad alta temperatura…

Pinza Di Lidia Filippig

Ingredienti:
Panna liquida Fresca (non da cucina) un po' dolciastra, Farina gialla di mais 500gr., 1 cucchiaio e mezzo di zucchero e un po' di sale in modo che uno non sovrasti l’altro, latte.

Preparazione:
il tutto in una vaschetta e con un cucchiaio amalgamarla bene, non deve essere troppo dura( si aggiunge panna) né troppo molla( si aggiunge farina) affinché  diventi morbida ma compatta. Dargli una forma a zuccotto e cucinarla ad alta temperatura per almeno 45 min. Solitamente si inzuppa fredda nel caffellatte caldo. Tante sono le varianti…

I Kraft di Alma

Ingredienti:
Castagne, zucchero, cannella, uva passa, farina, lievito, grappa, biscotti secchi.

Preparazione:
Le castagne devono essere lessate, passate con un passaverdura. Il nucleo del kraft era chiamato ” buka”, una sorta di pallina ed era composto da zucchero, cannella, uva passa, lievito, biscotti secchi tipo “saiwa” ( una volta si usava pane secco tostato nel burro e grattugiato con zucchero, un goccio di grappa. La buka veniva poi avvolta dalla pasta realizzata con lievito farina ed acqua ( senza uova) e chiusa a formare una sorta di brioche con due orecchiette ai bordi.

Curiosità:
Piatto servito a Novembre in concomitanza con la raccolta delle castagne.

Palacinka

Ingredienti:
100gr di farina,1 uovo, 1 cucchiaino di olio d’oliva, 100 ml di latte.

Preparazione:
In una terrina sbattete l'uovo con un cucchiaio di zucchero, a parte unite il latte e la farina, aggiungete quindi la pastella formata all'uovo e sbattete il tutto per qualche minuto. Fate scaldare una pentola antiaderente con poco di olio d’oliva, versatevi il composto (pochi cucchiai per formare la frittatina) e fate cuocere per 2-3 minuti per lato. Una volta pronte possono essere farcite a piacere con cioccolata fondente, marmellate, gelato, panna. Richiuse su se stesse e spolverate con zucchero a velo e/o cacao, vanno servite tiepide. La farcitura può essere sia interna che esterna.

Le Sòpe di Dolores 

Ingredienti:
Burro, Latte, zucchero, uova, pane secco.

Preparazione:
Tagliare il burro a pezzetti e farlo sciogliere in una pentola a fuoco lento. Nel frattempo versare il latte in una ciotola, aggiungere le uova e frustare il tutto. Inzuppare il pane secco (tipo toscano) nel composto di uova e latte e successivamente metterlo sulla pentola con il burro; girarlo più volte affinché si formi una crosta. Adagiarle in seguito su una carta assorbente che assorba il burro in eccesso ed infine spolverare di zucchero sopra e sotto.

Curiosità:
Erano le frittelle di Prossenicco che tutti i nonni preparavano ai nipotini..

Gubana

Ingredienti:
3 uova, 130 g di burro, 60 g di pinoli, zucchero, 2 cucchiai di grappa, latte, 30 g di mandorle, 70 g di uvetta, 600 g di farina bianca, 30 g di lievito di birra, un cucchiaio di pane grattugiato, 125 g di gherigli di noci, 35 g di cedro candito, 30 g di arancia candita, vino di Malaga, scorza grattugiata di arancia, scorza grattugiata di limone e sale.

Preparazione:
Preparare un impasto con 100 gr di farina e il lievito sciolto in poco latte tiepido. Lasciarlo lievitare per 20 minuti circa, quindi incorporare la farina rimasta, le 3 uova, 130 gr di zucchero, 100 gr di burro ammorbidito, la grappa, il sale, la scorza di limone e latte quanto ne occorre per ottenere un impasto morbido e compatto. Mettere ad ammorbidire l'uvetta nel vino. Scottare in acqua bollente le noci e le mandorle, poi pelarle e tritarle. Tritare anche il cedro e l'arancia canditi. Mettere il tutto in una ciotola, unire i pinoli, la scorza grattugiata del limone e dell'arancia, l'uvetta strizzata, la grappa e il pane grattato soffritto con 30 gr di burro. Mescolare con cura e quindi unire un uovo più un albume montato a neve. Stendere la pasta e distribuire sulla superficie il ripieno, quindi avvolgerla su se stessa formando una spirale. Metterla sulla placca imburrata e infarinata, spennellare la superficie con il tuorlo rimasto, leggermente sbattuto, dopo di che spolverizzare con 4 cucchiai di zucchero. Cuocere in forno già caldo a 190° per 45/50 minuti.

Curiosità:
Un tempo la Gubana veniva preparata in casa e portata a cuocere al forno del paese; gli ingredienti di allora erano pochi e semplici, quelli di cui disponevano le famiglie contadine: farina, uova, noci, nocciole e miele.
In seguito, la Gubana è diventata più ricca: si sono aggiunti zucchero, burro, canditi ed uvetta diventando il dolce tipico di tutto il friuli. Dolce friulano le cui origini sono legate alle feste religiose più importanti del calendario (Natale e Pasqua), ma anche ad eventi particolari della collettività, quali matrimoni, cresime, ecc.
Nato nelle valli del Natisone, nelle zone di confine con la Slovenia, si pone come un ponte tra le due tradizioni gastronomiche. Tale legame lo si ritrova anche nell’origine del termine da cui il dolce prende il nome: “guba”, che in sloveno significa piega o gomito.

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